20 Gennaio 2010

Fotovoltaico: novità e prospettive per il conto energia

La prima modifica è già intervenuta: a decorrere dal 01/01/2010 le tariffe incentivanti del cd. “conto energia” (la principale agevolazione degli investimenti nel solare fotovoltaico), hanno subito una riduzione del 2% rispetto alle tariffe applicate per gli impianti entrati in esercizio nel 2009.

A parte questo, il 2010 sarà un anno di svolta per l’incentivazione del fotovoltaico: verranno, infatti, ridefinite le tariffe incentivanti per gli impianti che entreranno in esercizio negli anni 2011 e 2012 e, molto probabilmente, verrà raggiunta la fatidica soglia dei 1.200 MW di potenza elettrica cumulabile di tutti gli impianti italiani, vero spartiacque tra la situazione attuale e quella che verrà (ad oggi sono stati raggiunti 813.432 kW).

Nel presente post presenterò brevemente, per i non addetti ai lavori, l’attuale configurazione del conto energia, mentre nel prossimo post tratteggerò, alla luce delle bozze di decreto ministeriale attualmente sul tavolo, le probabili evoluzioni.

Ma procediamo con ordine…

L’attuale “conto energia”

Premessa importante: come si può vedere nel mio precedente post “Una corretta valutazione degli investimenti rende solari!” (Tabella 1), gli investimenti nel fotovoltaico sono sostenibili, dal punto di vista economico-finanziario, solamente grazie al conto energia, che rappresenta oltre l’80% dei ricavi nei primi 20 anni di esercizio. È, pertanto, evidente che si tratta di una materia estremamente critica per chi ha in mente di effettuare investimenti in questo settore.

Attualmente, le “regole del gioco” sono definite dal  D.M. 19/12/2007 del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente.

Tale normativa (che di seguito chiamerò “il DM”) prevede che gli impianti che saranno entrati in esercizio entro il 31/12/2010, beneficino, per ogni kWh prodotto, di una tariffa determinata in funzione della potenza nominale dell’impianto e del grado di integrazione architettonica dei pannelli con gli edifici e gli elementi dell’arredo urbano (oltre al DM, si veda anche la “Guida al conto energia. Edizione n. 3 “), pubblicata in marzo 2009 dal G.S.E.). Tale tariffa è destinata a decrescere del 2% ogni anno a partire dal 01/01/2009; pertanto, a partire dal 01/01/2010, le tariffe, che avevano già subito una prima riduzione nel 2009, sono state ulteriormente abbassate del 2%; ne consegue che le tariffe applicabili agli impianti che entreranno in esercizio quest’anno (2010), sono le seguenti:

tabella 11 Fotovoltaico: novità e prospettive per il conto energia

 

 

 

 

 

Per una precisa definizione e una moltitudine di esempi di integrazione architettonica, rimando alla “Guida agli interventi validi ai fini del riconoscimento dell’integrazione architettonica del fotovoltaico”, pubblicata nell’aprile del 2009 dal G.S.E.

Le tariffe di cui sopra sono elevate del 5% nei seguenti casi (non cumulabili tra loro):

  • impianti, di potenza nominale superiore a 3 kW, dei quali il soggetto responsabile è un autoproduttore (“persona fisica o giuridica che produce energia elettrica e la utilizza in misura non inferiore al 70% annuo per uso proprio ovvero per uso delle società controllate, della società controllante e delle società controllate della medesima controllante, nonché per uso dei soci delle società cooperative di produzione e distribuzione dell’energia elettrica di cui all’art. 4, numero 8, della legge 6 dicembre 1962, n.1643, degli appartenenti ai consorzi o società consortili per la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili e per gli usi di fornitura autorizzati nei siti industriali anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto n. 79/99);
  • impianti il cui soggetto responsabile à una scuola pubblica o paritaria di qualunque ordine e grado o una struttura sanitaria pubblica:
  • impianti integrati, in superfici esterne degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di destinazione agricola, in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto;
  • impianti i cui soggetti responsabili sono enti locali con popolazione residente inferiore a 5.000 abitanti in base all’ultimo censimento Istat.

Per gli impianti operanti in regime di scambio sul posto (vd. “Guida al conto energia. Edizione n. 3 “) è inoltre riconosciuto un premio nel caso dell’effettuazione di interventi di efficienza energetica che comportano la riduzione di almeno il 10% dell’indice di prestazione energetica; il premio è pari alla metà della percentuale di riduzione dell’indice di prestazione energetica (con un massimo del 30%).

Per quanto riguarda il rapporto con altre agevolazioni, le tariffe incentivanti non sono cumulabili con i certificati verdi e con i titoli di efficienza energetica (”certificati bianchi”); inoltre, salvo il caso in cui il soggetto responsabile sia una scuola pubblica o paritaria o una struttura sanitaria pubblica, il conto energia non è cumulabile con altri incentivi pubblici di natura regionale, locale o comunitaria in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, se non nel limite del 20%.

Cosa cambierà dopo il 2010?

Il DM prevede che, con Decreto del Ministro per lo sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente, d’intesa con la Conferenza unificata, da emanare con cadenza biennale a decorrere dal 2009, sono ridefinite le tariffe incentivanti per gli impianti entrati in esercizio negli anni successivi al 2010 (e quindi a partire dall’anno 2011), tenendo conto dell’andamento dei prezzi dei prodotti energetici e dei componenti per gli impianti fotovoltaici.

Inoltre il DM, dopo avere determinato in 3.000 MW entro il 2016 l’obiettivo nazionale di potenza nominale fotovoltaica da installare, stabilisce che la tariffa incentivante e i relativi premi (vd. sopra), si applicheranno sino al raggiungimento della potenza cumulativa di 1.200 MW, raggiunti i quali potranno beneficiare ulteriormente del conto energia solamente gli impianti che saranno entrati in esercizio entro 14 mesi (elevati a 24 mesi per i soggetti pubblici ) dalla data (che sarà comunicata sul sito Internet del G.S.E.), in cui saranno stati raggiunti i 1.200 MW di potenza nominale cumulata. Il DM prevede inoltre che, entro 6 mesi dal raggiungimento della fatidica data di cui sopra, il Ministro per lo sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente, emaneranno un ulteriore decreto, nel quale verranno determinate le misure ancora necessarie per il conseguimento dell’obiettivo nazionale di  3.000 MW entro il 2016.

È opportuno specificare cosa si intende per “data di entrata in esercizio di un impianto fotovoltaico”, in quanto tale data identifica la disciplina applicabile; a tale proposito, il DM è molto chiaro e identifica la data di entrata in esercizio di un impianto fotovoltaico come la prima data utile, a decorrere dalla quale sono verificate tutte le seguenti condizioni:

  1. l’impianto è collegato in parallelo con il sistema elettrico;
  2. risultano installati tutti i contatori necessari per la contabilizzazione dell’energia prodotta e scambiata o ceduta con la rete;
  3. risultano attivi i relativi contratti di scambio o cessione dell’energia elettrica;
  4. risultano assolti tutti gli eventuali obblighi relativi alla regolazione dell’accesso alle reti.

È chiaro che, per essere sicuri che l’entrata in esercizio avvenga entro il 31/12/2010, considerati i tempi necessari per effettuare gli adempimenti di cui sopra, a cui si aggiungono i tempi necessari per la progettazione, quelli per ottenere tutte le autorizzazioni e i permessi, quelli necessari per realizzare l’impianto,  adesso è assolutamente necessario affrettarsi.

Entro quali vincoli normativi dovrà intervenire il Ministro per lo sviluppo economico (di concerto con il Ministro dell’ambiente e d’intesa con la Conferenza unificata)?  Il quadro è quello delineato dall’art. 7 del D.Lgs. 387/2004 (”Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità’”), in base al quale i criteri a cui si dovrà attenere il DM sono i seguenti:

  • prevedere una specifica tariffa incentivante, di importo decrescente e di durata tali da garantire una equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio;
  • stabilire un obiettivo della potenza nominale da installare;
  • fissare un limite massimo della potenza elettrica cumulativa di tutti gli impianti che possono ottenere l’incentivazione;
  • facoltà di prevedere l’eventuale utilizzo dei certificati verdi.

Nel prossimo post esamineremo in concreto la bozza attualmente in discussione.

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Letture: 4611 | Commenti: 24 |

24 Commenti a “Fotovoltaico: novità e prospettive per il conto energia”

  1. MICHELE scrive:

    NOBILE L’OBBIETTIVO E LA PUBBLICITA’ CHE SE NE FA IN QUESTO SETTORE:COMPLICATA,DIFFICILE,POCO COMPRENSIBILE LA REALIZZAZIONE PRATICA TRA:LEGGI-RIMANDI-NORMATIVE-APPLICAZIONI-SOLUZIONI TECICHE-LICENZE-DISPARITà REGIONALI-COMUNALI-TERRITORIALI-AGEVOLAZIONI SULL’INVESTIMENTO-PROBLEMATICITA’ DI FINANZIAMENTO..DULCIS IN FUNDO:ALLA FINE DEI 20 ANNI CHI SMALTISCE I PANNELLI?CHI NE OAGHERA’ IL COSTO?ANCHE QUESTO ANDRA’ IN EREDITA’?QUANTO E’BELLO SOGNARE E..CONSIGKIARE,,, I C….RIMANGONO AI CITTADINI!COMUNQUE AMMIRO L’AUTORE DELL’ARTICOLO PER LO SFORZO…QUANTO MENO INDICA UN PERCORSO..LE RESPONSABILITA’ SONO DEGLI ALTRI!SDARA’ POSSIBILE UNA SEMPLIFICAZIONE..SI TRATTA DI PRODURRE ENERGIA PULITA..E FACCIAMO UN DECRETO SEMPLICE E PULITO!GRAZIE.[SPERO DI NON AVER ROTTO!]MICHELE

  2. Luca Vecchiato scrive:

    @Michele
    Non sono d’accordo: la legge è illeggibile (come sempre in Italia), l’applicazione iniziale è stato un parto podalico, ma ormai il meccanismo è rodato e ben funzionante. Costi certi, rendimento certo.

    Sul fatto che il FV possa vendere solo con incentivi statali è vero, ma ormai questo vale per l’auto, i motorini, le biciclette,le ristrutturazioni edilizie (e in futuro gli elettrodomestici, i cellulari, forse perfino gli spazzolini da denti…).
    Nei prossimi anni l’unico stimolo economico verrà dallo Stato, nessuno spenderà un euro se non ne riceve mezzo in contributi: alla faccia di 20 anni di maledetto liberismo selvaggio.
    Almeno nel Conto Energia si finanziano delle esternalità positive e riscontrabili…

  3. Fotovoltaico: novità e prospettive per il conto energia | Il Blog … scrive:

    [...] le tariffe incentivanti del cd. conto energia (la principale agevolazione degli investimenti. Leggi fonte notizia: var addthis_pub = ‘attaccosolare’; var addthis_language = ‘it’;var addthis_options = ‘email, [...]

  4. Diego scrive:

    Per Michele:
    A mio modesto parere, l’articolo risulta completo e fotografa imparzialmente lo status attuale del meccanismo italiano di incentivazione al fotovoltaico.
    Come il dott. Berka scrive i dati mostrano oggettivamente un risultato degno di nota. Il Conto Energia, relativamente ad impianti di modeste dimensioni, sembra stia centrando l’obiettivo primario, facendo breccia tra le opinioni degli small consumers.
    E’ chiaro che il problema dello smaltimento sussiste. Tuttavia va sottolineato che, nonostante il sistema sia giovane (neanche 3 anni di implementazione sul territorio italiano), già numerosi attori dello scenario fotovoltaico si stanno adoperando per pianificare economicamente e legislativamente gli strumenti necessari alla “pratica smaltimento”.
    In definitiva, è lodevole preoccuparsi di problematiche da qui a 20 anni, ma in pieno d’accordo con l’autore del blog, ritengo che al momento sia di maggior interesse valutare gli effetti del rinnovo del meccanismo su un mercato che dal 2010 rappresenterà la vera sfida rinnovabile italiana.

  5. Enrico scrive:

    Dalle belle parole e bei commenti alla realtà!
    Come imprenditore agricolo vorrei realizzare un impianto da 20 Kw, ma le Signore Banche, malgrado l’importo dell’incentivo sia superiore di circa il 25% al mutuo da rimborsare, non lo concedono perchè il mio reddito è insufficiente.
    Qualcuno è in grado di risolvere il problema?
    Ringrazio

  6. Roberto Gallo scrive:

    la questione ftv solo apparentemente appartiene all”energia”.in realtà è sulk fronte finanziario che si dovrebbe operare, dando chiari segni legislativi.le energie rinnovabili sono in sostanza flussi di cassa scontati dagli investitori presso le banche che, a loro volta, ri-cedono il credito a fondi internazionali. il sitema finanziario italiano è stato a guardare (troppo impegnato nei derivati) e gli stranieri non hanno chiaro il panorama legislativo italiano.
    eccoo perchè il ftv sui tetti è una mero esercizio mentale, al contrario di quanto accaduto in Germania.
    una per tutte: la pubblicazione sul sito del GSE della data in cui saranno stati raggiunti i 1200 Mw è l’assolviemnto dell’obbligo di comunicazione ma il dies a quo quale sarà? e per gli impianti autorizzati ed ancora in cantiere? non c’è una direttiva secondo cui sarebbe previsto un periodo transitorio per l’allaccio sino al 31.12.2011?

  7. Fotovoltaico – Nuovo Conto Energia « Il blog di Luca Zacchi scrive:

    [...] Inserito da lucazacchi in Uncategorized. Lascia un commento Oltre alle notizie che ho riportato sul sito aziendale (http://www.convertitalia.com) vi invito a visitare il notiziatissimo blog di Massimo Berka: http://massimoberka.postilla.it/2010/01/20/fotovoltaico-novita-e-prospettive-per-il-conto-energia/ [...]

  8. Antonio Tragno scrive:

    @Enrico: premesso che opero nel settore del fv e “progettiamo” impianti da 1 Mw in Puglia…secondo il mio parere la questione della “bancabilità” è un falso. La banca potrebbe “dirottare” parte dell’incentivo che copre il prestito perché SONO IL SOLE E L’IMPIANTO LA GARANZIA PER LA BANCA STESSA…il problema è che i direttori sono poco informati e perché le direzioni preferiscono investire il denaro direttamente nel business del fotovoltaico….

  9. Antonio Tragno scrive:

    @ Michele: in Puglia ci sono dei Comuni che chiedono una convenzione con FIDEIUSSIONE per lo smantellamento e lo smaltimento a partire da 30.000 € che si aggiorna annualmente in base al 100% dell’indice ISTAT…così il proprietario si sente “protetto” dalle Istituzioni che garantiscono lo smaltimento e lo smantelamento degli impianti….

  10. Massimo Berka scrive:

    @ Michele

    Non ritengo che il decomissioning degli impianti fotovoltaici rappresenterà, in futuro, un problema insormontabile. Dalle analisi del ciclo di vita dell’impianto, emerge che il costo dello smaltimento,in termini energetici e di emissioni di gas serra, è trascurabile (approssimativamente ammonta all’1% dell’energia prodotta in un anno)

  11. Massimo Berka scrive:

    @ Luca

    Concordo pienamente sul fatto che il meccanismo sia, ormai, rodato e ben funzionante. Peraltro la nuova bozza, che analizzeremo nel mio prossimo post sull’argomento, ha il pregio di introdurre delle interpretazioni autentiche su aspetti poco chiari del decreto vigente, oltre a migliorare alcuni meccanismi (ad esempio, specifica che, negli eventuali periodi di interruzioni del funzionamento dell’impianto, dovuti ad esigenze manutentive o simili, venga sospeso, fino al ripristino, anche il computo del tempo per il conto energia).

    Mi trovo meno d’accordo sulle tue considerazioni in merito al liberismo: secondo me, il vero problema è che, di liberismo, ce ne sia troppo poco. Però non voglio addentrarmi in valutazioni ideologiche, che esulano dallo scopo del blog: ne parliamo alla prima occasione davanti a un’ombreta!

  12. Massimo Berka scrive:

    @ Diego

    Concordo pienamente: in questo moment il decomissioning non rappresenta un problema, né lo sarà tra 30 anni

  13. Massimo Berka scrive:

    @ Enrico

    chiaramente la decisione di finanziamento della banca non può prescindere dal merito creditizio del debitore (non dimentichiamoci quanto successo con i subprime!). Nel caso specifico, ti posso consigliare di provare a sondare una società di leasing

  14. Massimo Berka scrive:

    @ Roberto

    in realtà, in questo momento il tasso di crescita del fotovoltaico in Italia è il maggiore in Europa.

    Peraltro, non mi risulta che vi sia alcuna norma che fissi il periodo transitorio per l’allacciamento, ai fini del conseguimento delle attuali tariffe del conto energia, al 31/12/2011

  15. Massimo Berka scrive:

    @ Antonio

    è vero che i flussi finanziari dall’impianto si possono considerare piuttosto sicuri e che i pagamenti delle tariffe incentivanti si possono veicolare ai finanziatori convenzionati con il GSE. Tuttavia, come ho evidenziato nel mio precedente post “Conti aziendali alla luce del sole: il fotovoltaico è sostenibile anche nei bilanci?” (http://massimoberka.postilla.it/2009/10/30/conti-aziendali-alla-luce-del-sole-il-fotovoltaico-e-sostenibile-anche-nei-bilanci/), a cui rimando, vi sono comunque diversi rischi; pertanto la banca (e in realtà anche la società di leasing) non possono prescindere dalla valutazione della potenziale solvibilità del debitore

  16. Roberto Gallo scrive:

    a miglior precisazione, preciso che in termini finanziari (banca o leasing cambia solo il tipo di “prestito”) il rischio nel fv è classificato di 1° livello - rischio cassa e, quindi, è risibile parlaredi garanzie derivanti da “sole” o “l’impianto” non sono la garanzia (la banca fa creditoo, non impresa).
    quindi, sulla base dell’analisi perfetta di M.Berka,ritorniamo al punto da capo. l’attuale livello di incentivazione non è conveniente in termini di investimento (tassi in crescita, costi di realizzazione, etc) e, dunque, un’altra volta, si perde una grande occasione: far investire in Italia a fronte di remunerativi livelli di incentivazione.

  17. Fotovoltaico: la bozza del nuovo decreto sul “conto energia” | Il Blog di Massimo Berka scrive:

    [...] l’approfondimento, iniziato nel precedente post “Fotovoltaico: novità e prospettive per il conto energia”, sulle prossime evoluzioni del “conto energia”, la principale agevolazione per il [...]

  18. Massimo Berka scrive:

    ERRATA CORRIGE

    Per un errore di trascrizione, nella TABELLA 1 (tariffe incentivanti) riportata nel post, la potenza nominale P è stata indicata in kWh; è chiaro che si tratta di kW. L’errore verrà corretto al più presto

  19. Le novità del fotovoltaico | Rifiuti Energia Acqua scrive:

    [...] Da Massimo Berka A parte questo, il 2010 sarà un anno di svolta per l’incentivazione del fotovoltaico: verranno, infatti, ridefinite le tariffe incentivanti per gli impianti che entreranno in esercizio negli anni 2011 e 2012 e, molto probabilmente, verrà raggiunta la fatidica soglia dei 1.200 MW di potenza elettrica cumulabile di tutti gli impianti italiani, vero spartiacque tra la situazione attuale e quella che verrà (ad oggi sono stati raggiunti 813.432 kW). Tags: fotovoltaico [...]

  20. Fotovoltaico e investimenti: opportunità e rischi. Colloquio con Luca Concone | Il Blog di Massimo Berka scrive:

    [...] è in fase di revisione, per gli impianti che verranno allacciati a partire dal 2011 (vd. Fotovoltaico: novità e prospettive per il conto energia e “Fotovoltaico: la bozza del nuovo decreto sul conto energia”).  Come state [...]

  21. enbla scrive:

    Solo una piccola nota:
    lo smaltimento NON dovrebbe essere un problema: il silicio è il secondo materiale più presente sia sulla terra che nel corpo umano, gli altri componenti direi che sono altrettanto riciclabili.

    Per il finanziamento concordo sulla scarsa apertura di molti istituti bancari ma, alcuni sono più disponibili - BCC o banche popolari o quelle più radicate nel territorio specifico.

  22. enbla scrive:

    Volevo anche fare i comlimenti al Dott. Berka per la qualità e precisione dei suoi interventi.
    Grazie

    Abbiamo bisogno di informazione di qualità per chiarire i molti dubbi sull’argomento e poter spingere i potenziali clienti (io prediligerei i privati per autoconsumo) ad investire nel fotovoltaico.

  23. Massimo Berka scrive:

    @ enbla

    Innanzi tutto grazie per i complimenti! Nei prossimi post mi focalizzerò di più sull’efficienza energetica; spero che anche quell’argomento possa rappresentare un interessante tema di discussione.

    Per quanto concerne il decommissioning degli impianti fotovoltaici, anch’io sono convinto che lo smaltimento del silicio non sia un problema.

    Comunque hanno ragione, in linea di principio, coloro che sostengono che sia corretto tenere conto del decommissioning nei bilanci, sia economici che energetici (fermo restando il fatto esso rappresenti una voce molto residuale da entrambi i punti di vista).

  24. Massimo Berka scrive:

    Segnalo che il GSE ha pubblicato la nuova guida al conto energia (edizione n. 4 - marzo 2010).

    Per adesso la guida è stata resa disponibile esclusivamente in forma cartacea, ma è comunque reperibile sul sito della Convert Italia ( http://www.convertitalia.com/public/convert_fck_file/documentazione/Conto%20Energia%202010.pdf )

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