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Il Blog di Massimo Berka

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Postilla » Impresa » Il Blog di Massimo Berka » Finanza e controllo di gestione » Investire sull’ambiente favorisce la crescita dell’economia o la deprime? Voi cosa ne pensate?

24 settembre 2012

Investire sull’ambiente favorisce la crescita dell’economia o la deprime? Voi cosa ne pensate?

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Dopo un anno sabbatico (abbondante) riprendo con piacere a discutere di energia su Postilla, lanciando un topic su cui mi interessa molto sentire i pareri dei lettori.

Lo scorso 11 settembre il Parlamento europeo ha approvato, a larghissima maggioranza, la nuova Direttiva sull’efficienza energetica. Sebbene rappresenti indubbiamente un notevole passo avanti per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica nel Vecchio Continente, il provvedimento è il frutto di un compromesso tra i governi degli Stati membri e attua, pertanto, solo parzialmente il Piano per l’efficienza energetica 2011, sulla base del quale la Commissione europea aveva redatto il testo originario della Direttiva, notevolmente più ambizioso rispetto a quello approvato dal Parlamento.

Non voglio addentrarmi sugli aspetti tecnici della normativa, per un primo approfondimento dei quali rimando al mio articolo pubblicato su Ipsoa Sicurezza e Ambiente. Basterà qui evidenziare che la nuova Direttiva non impone obiettivi vincolanti, bensì prevede che sia ciascuno Stato membro a fissare il proprio target nazionale indicativo di riduzione dei consumi energetici; inoltre si stima che, nel suo complesso, la Direttiva consentirà di raggiungere un miglioramento dell’efficienza energetica al 2020 intorno al 15%, e quindi molto distante dal 20% stabilito dal “Pacchetto clima-energia 20-20-20”, in attuazione del Protocollo di Kyoto.

In questa sede vorrei invece aprire una discussione sulle ricadute della Direttiva sulle economie europee.

Il grafico che segue evidenzia la differenza tra il risparmio di energia primaria negli usi finali al 2020 (in milioni di Tep) che sarebbe stato ottenibile grazie al testo originariamente proposto dalla Commissione europea (in blu), e la stima del risparmio che sarà conseguibile sulla base della Direttiva effettivamente approvata l’11 settembre (in rosso) (Fonte: Servizi della Commissione Europea, Non-Paper of the Services of the European Commission on Energy Efficiency Directive – Informal Energy Council 19-20 April 2012): 

La differenza è chiaramente abissale.

A cosa è dovuta questa mancanza di coraggio degli Stati membri? Indubbiamente al timore di affrontare, nell’attuale congiuntura, una mole enorme di investimenti. Basti pensare che, già in questa versione molto annacquata della Direttiva, si stima che gli investimenti necessari per l’adozione saranno compresi mediamente tra i 40 e 50 miliardi di euro per ciascuno Stato, tanto che alcuni osservatori paventano il rischio che molti degli Stati membri proveranno, in vari modi e con vari escamotage, ad abbassare gli obiettivi nella fase di implementazione della Direttiva; un atteggiamento non condivisibile ma comprensibile, se si pensa alle attuali difficoltà dei Paesi “periferici” a effettuare investimenti pubblici e all’inevitabile ribaltamento dei costi per l’efficienza, sulle già “salate” bollette energetiche delle famiglie e delle imprese.

D’altra parte, nella relazione al Parlamento europeo si evidenzia che la nuova Direttiva, oltre ad aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, ridurre le emissioni di gas serra e diminuire le importazioni di fonti energetiche, potrà dare una spinta reale all’economia, creando milioni di nuovi posti di lavoro e mettendo sotto controllo i costi energetici.

In sostanza mi chiedo: investire sull’ambiente favorisce la crescita dell’economia o la deprime? Su questo tema mi piacerebbe leggere le posizioni dei lettori di Postilla, possibilmente fondate sui dati e scevre da eccessi ideologici e toni manichei.

Letture: 2400 | Commenti: 3 |
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3 Commenti a “Investire sull’ambiente favorisce la crescita dell’economia o la deprime? Voi cosa ne pensate?”

  1. Luca Vecchiato scrive:
    Scritto il 27-9-2012 alle ore 23:54

    Ciao Massimo, bella domanda! Secondo me si deve partire da un fatto acclarato: sta facendo molta più “difesa dell’ambiente” la crisi economica che qualunque altro provvedimento/incentivo. Il calo strutturale del tenore di vita riduce anche la nostra impronta ecologica, guarda le emissioni di CO2 dell’Italia prima e dopo il 2008 tanto per fare un esempio.
    Detto questo, il passaggio dei prossimi anni sarà dal green “fighetto” (cioè consumista) al green “survival”, p.e. gli orti come ammortizzatore sociale, riscaldamento a legna perchè non ho i soldi per il metano, ecc. Io prevedo un contesto economico talmente usurato che sarà difficile parlare ancora di green come se ne parla adesso…

  2. Massimo Berka scrive:
    Scritto il 29-9-2012 alle ore 15:14

    @Luca, la tua è una visione estremamente pessimista a cui, pur riconoscendo che si tratti di uno scenario possibile, se non probabile, al momento mi rifiuto di aderire! Sono ancora convinto che vi siano, nel nostro Paese, le forze per fermare il declino e io stesso mi sto adoperando, nel mio piccolo, affinché tali forse possano emergere.
    Ciò premesso, mi e vi pongo le seguenti domande: l’efficienza energetica può contribuire alla ripresa? Oppure le risorse devono essere indirizzate più opportunamente ad attività più remunerative sul piano economico e/o sociale? E aggiungo: esistono le condizioni tecniche per un’efficienza energetica che non sottragga risorse al sistema economico, ma anzi si finanzi con i risparmi economici conseguenti alla riduzione dei consumi?

  3. Giovanni scrive:
    Scritto il 5-3-2013 alle ore 14:03

    Grazie per l’articolo e soprattutto per il grafico che evidenzia la differenza tra il risparmio di energia e la stima del risparmio conseguibile con la Direttiva.

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